Potatura invernale

E’ risaputo che nel calcio, chi segna i gol prende la maggior parte delle attenzioni e cori dei fan. I centrocampisti e mediani che lavorano duro, invece, costruiscono quel lavoro più oscuro che contribuirà alla gloria delle punte.

Similmente,  in vigna, la vendemmia è il periodo del ciclo della vite che riceve la ribalta di stampa ed esperti e attira l’attenzione dei consumatori. La potatura invernale, invece, è quel tempo meno conosciuto ma ugualmente cruciale in cui si prendono le decisioni su cosa accadrà alla frutta della nuova annata.

Vigneto a Cavaion
Azienda Agricola Guerrieri RIzzardi a Bardolino

Ci sono diversi modi di potare le vigne. I più adatti sono decisi in base al tipo di vitigno, dove cresce, e che forma renderà le future operazioni più semplici. Ma il punto fondamentale è che la vite produce frutta su legno vecchio di un anno. Ciò significa che gli steli più vecchi non saranno fruttiferi. Lasciata a se stessa, la vite crescerebbe in una densa massa di legno prevalentemente vecchio. Quindi fino al 90% della crescita dell’anno precedente viene rimossa. Un lungo processo che si effettua quando i vigneti sono nella loro fase dormiente.

Pergola
Potatura a Cavaion
L’obiettivo principale della potatura invernale è quello di regolare le rese. Il mezzo principale è controllare il numero di gemme che produrranno i grappoli, per poi provare a bilanciare la produzione di frutta con la futura crescita vegetativa.  Suona semplice ma bisognerebbe sempre considerare l’affascinante e a volte frustrante fatto che la vite è molto sensibile ai cambiamenti meteorologici. Ancora di più in regioni fredde, dove le condizioni meteo  tendono a essere più variabili (gelate primaverili, livelli di piogge estive ecc).

La prossima volta che guardate un vigneto in gennaio o febbraio pensate al fatto che quello che farà emozionare il vostro palato nel futuro inizia da quelle oscure e apparentemente pigre giornate invernali.